Distanza interpupillare (DIP): cos’è, come si misura e perché è importante
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Quando si acquistano degli occhiali da vista, si parla quasi sempre della gradazione: miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia. Ma c’è un’altra misura che considero fondamentale per costruire correttamente un occhiale: la distanza interpupillare, chiamata anche DIP o PD.
È un dato di pochi millimetri, ma permette al laboratorio di posizionare correttamente le lenti davanti ai tuoi occhi.
E quando acquisti degli occhiali graduati online, questa misura diventa ancora più importante, perché deve essere comunicata insieme alla prescrizione.
In questo articolo voglio spiegarti cos’è davvero la distanza interpupillare, perché spesso non compare sulla ricetta dell’oculista, come puoi misurarla e cosa può succedere quando la centratura delle lenti non è corretta.
Cos’è la distanza interpupillare?
La distanza interpupillare è la distanza, espressa in millimetri, tra il centro della pupilla destra e il centro della pupilla sinistra.
Quando realizziamo un paio di occhiali, conoscere solamente la gradazione non basta. Dobbiamo anche sapere dove posizionare le lenti rispetto agli occhi della persona che utilizzerà quell’occhiale.
Una lente oftalmica viene infatti lavorata e centrata tenendo conto della posizione degli occhi all’interno della montatura. Se la centratura non è corretta, la persona può trovarsi a guardare attraverso una zona della lente diversa da quella prevista dal progetto ottico.
Per questo considero la DIP una vera e propria misura di costruzione dell’occhiale.
DIP e semidistanze interpupillari: qual è la differenza?
Qui arriviamo a un dettaglio che spesso viene trascurato.
Immaginiamo una distanza interpupillare totale di 62 mm.
Potremmo pensare automaticamente:
31 mm occhio destro + 31 mm occhio sinistro = 62 mm.
Ma non è detto che sia così.
Un volto umano non è perfettamente simmetrico. Potremmo avere, per esempio:
OD 30,5 mm + OS 31,5 mm = DIP totale 62 mm.
La distanza complessiva rimane 62 mm, ma la posizione dei due occhi rispetto al centro del viso è differente.
Per questo, quando possibile, preferisco lavorare con le semidistanze interpupillari, chiamate anche distanze naso-pupillari o PD monoculari.
In pratica misuriamo separatamente la distanza del centro pupillare destro e sinistro rispetto al riferimento centrale del viso.
Quando le semidistanze diventano particolarmente importanti?
Più aumenta il potere della lente, più una centratura accurata assume importanza.
Lo stesso principio vale quando utilizziamo lenti con geometrie più complesse.
Nelle lenti progressive, per esempio, non dobbiamo considerare soltanto la gradazione. Il corretto posizionamento delle zone funzionali della lente rispetto agli occhi e alla montatura è essenziale per permettere al portatore di sfruttare correttamente il progetto progressivo.
Per le progressive, inoltre, la distanza interpupillare è soltanto una delle misure necessarie: entrano in gioco anche l’altezza di montaggio e, nei progetti più evoluti e personalizzati, altri parametri relativi alla montatura e alla sua posizione sul viso.
Cosa succede se la distanza interpupillare è sbagliata?
Una lente possiede un centro ottico. Se la linea di sguardo attraversa la lente lontano dal punto previsto, può comparire un effetto prismatico indesiderato.
In ottica possiamo comprenderlo attraverso la regola di Prentice: semplificando, l’effetto prismatico indotto aumenta sia con il decentramento sia con il potere della lente.
Una centratura non corretta può essere associata, a seconda dell’entità dell’errore e della sensibilità individuale, a:
- affaticamento visivo;
- sensazione di disagio;
- mal di testa;
- difficoltà di adattamento;
- percezione visiva poco naturale o distorta.
Questo non significa che pochi millimetri di differenza provochino automaticamente sintomi in qualsiasi persona.
La tolleranza dipende dalla prescrizione, dal tipo di lente, dalla direzione del decentramento e dalle caratteristiche del sistema visivo.
Più è alta la gradazione, più la centratura diventa importante
Questo è un concetto che cerco sempre di far capire ai miei clienti.
Possiamo comprenderlo ancora meglio facendo riferimento alla normativa tecnica.
La ISO 21987:2017, relativa alle lenti oftalmiche montate, non stabilisce semplicemente che possiamo sbagliare la distanza interpupillare di un determinato numero di millimetri.
Per le lenti monofocali convenzionali e multifocali prende invece in considerazione lo squilibrio prismatico, cioè l’effetto ottico risultante dalla centratura delle lenti.
Questo significa che non esiste un unico margine di errore in millimetri valido per tutti gli occhiali.
Per poteri fino a 3,37 diottrie, nelle condizioni previste dalla norma e in assenza di un prisma prescritto superiore a 2 Δ, la ISO 21987 indica per la componente orizzontale dello squilibrio prismatico una tolleranza di ±0,67 diottrie prismatiche.
Per poteri superiori, la tolleranza viene invece determinata in funzione del potere della lente.
Facciamo un esempio con una lente da −2,50 diottrie
Prendiamo, per semplicità, una lente monofocale sferica da −2,50 D, senza prisma prescritto.
Applicando la regola di Prentice:
Prisma = decentramento in centimetri × potere della lente
Se utilizziamo come riferimento 0,67 Δ:
0,67 ÷ 2,50 = 0,268 cm, cioè circa 2,7 mm.
Attenzione però: questo dato non significa che possiamo tranquillamente sbagliare la semidistanza interpupillare di 2,7 mm.
La normativa valuta lo squilibrio prismatico della coppia di lenti montate rispetto ai parametri dell’ordine. Il risultato effettivo dipende dalla centratura dei due occhi, dal potere nei meridiani interessati, dalla direzione del decentramento e dall’eventuale prisma prescritto.
L’esempio serve soprattutto a capire un principio fondamentale:
la tolleranza prevista da una norma e la precisione con cui voglio costruire un occhiale non sono la stessa cosa.
In laboratorio il mio obiettivo non è avvicinarmi al limite consentito. Il mio obiettivo è centrare l’occhiale nel modo più preciso possibile.
E aumentando la correzione, la stessa quantità di decentramento può produrre un effetto prismatico maggiore.
È proprio per questo che, soprattutto con correzioni elevate, considero fondamentale avere semidistanze interpupillari affidabili.
La distanza interpupillare si trova sulla ricetta dell’oculista?
Non necessariamente. Ed è una situazione molto comune.
La distanza interpupillare è una misura legata alla realizzazione e al centraggio degli occhiali, non un parametro della prescrizione refrattiva in senso stretto.
L’oculista svolge prima di tutto un’attività medica: valuta la salute dell’occhio, può diagnosticare patologie ed eseguire gli accertamenti necessari.
La DIP entra invece nel processo tecnico di realizzazione dell’occhiale e viene normalmente rilevata durante la fase di presa delle misure.
Quindi, se hai ricevuto una prescrizione senza distanza interpupillare, non significa necessariamente che manchi qualcosa nella tua ricetta.
Semplicemente, prima di costruire gli occhiali bisognerà rilevare anche questa misura.
Se hai difficoltà a interpretare SPH, CYL, asse e gli altri valori, puoi leggere anche la nostra guida su come leggere una prescrizione oculistica.
Come si misura la distanza interpupillare?
In negozio possiamo utilizzare diversi sistemi.
Uno dei più conosciuti è il pupillometro, uno strumento progettato proprio per rilevare le distanze pupillari.
Esistono poi sistemi digitali di centratura, metodi fotografici e, in determinate situazioni, anche la misurazione manuale con un apposito righello.
Oggi la tecnologia ha fatto passi importanti anche nella misurazione a distanza.
Esistono applicazioni e sistemi fotografici che, se utilizzati correttamente, possono fornire misure utili anche quando il cliente sta acquistando gli occhiali online.
Non considero però tutte le applicazioni e tutti i sistemi automaticamente equivalenti: è importante utilizzare correttamente lo strumento e rispettarne le istruzioni.
Non conosci la tua distanza interpupillare?
Se sulla tua prescrizione non trovi la DIP, puoi utilizzare il nostro strumento online. Segui attentamente le istruzioni ed effettua le due misurazioni richieste per ottenere la distanza interpupillare e le semidistanze OD/OS.
→ Calcola la tua distanza interpupillare
Posso misurare la distanza interpupillare a casa?
Sì, ma bisogna farlo con attenzione.
Il problema della misurazione domestica non consiste soltanto nell’avere un righello graduato in millimetri.
Bisogna controllare:
- la posizione della testa;
- la direzione dello sguardo;
- la distanza dalla fotocamera o dall’osservatore;
- il corretto posizionamento dell’eventuale riferimento dimensionale;
- la presenza di inclinazioni che possano falsare la misura.
Anche guardarsi semplicemente allo specchio con un righello può introdurre errori se la posizione dello sguardo non viene gestita correttamente.
Per questo, qualsiasi metodo venga utilizzato, il mio consiglio è sempre lo stesso: seguire esattamente le istruzioni previste da quel sistema.
Come misuriamo la distanza interpupillare online su OGP Occhiali
Quando abbiamo sviluppato il nostro sistema di misurazione della distanza interpupillare, l’obiettivo era risolvere uno dei problemi più evidenti dell’acquisto di occhiali graduati online: ottenere una misura utile anche quando il cliente non è fisicamente davanti all’ottico.
Il nostro sistema utilizza due misurazioni fotografiche.
Chiediamo di guardare verso la fotocamera da circa 40–45 cm e di utilizzare una tessera plastificata standard, larga 85,60 mm, come riferimento dimensionale.
Il sistema utilizza alcuni punti di riferimento, tra cui le pupille, i bordi della tessera e il centro del naso, per ricavare la distanza interpupillare e le semidistanze.
La doppia misurazione ci permette inoltre di avere un controllo aggiuntivo rispetto a una singola rilevazione.
La parte più importante rimane però una: seguire attentamente le istruzioni.
Una fotografia inclinata, una posizione errata o un riferimento posizionato male possono ridurre l’affidabilità del risultato.
Quando una misura ci sembra anomala o poco convincente, preferiamo chiedere una verifica piuttosto che utilizzare un dato sul quale abbiamo dei dubbi.
Un caso reale: le lenti erano giuste, ma la centratura non lo era più
Mi è capitato un caso che spiega molto bene perché insisto su questo argomento.
Un cliente aveva rotto la propria montatura ma voleva recuperare le vecchie lenti.
Le lenti erano sufficientemente grandi da poter essere risagomate e inserite in una montatura più piccola. Meccanicamente l’operazione era quindi possibile.
Abbiamo effettuato il lavoro su richiesta del cliente.
Il problema è comparso dopo.
Cambiando montatura e risagomando le vecchie lenti, la loro posizione rispetto agli occhi non era più quella originaria. Di conseguenza anche la relazione tra i centri delle lenti e la posizione delle pupille era cambiata.
Il cliente inizialmente era soddisfatto della nuova montatura, ma dopo alcune ore di utilizzo iniziava ad avvertire pesantezza e una sensazione fastidiosa alla testa.
La gradazione delle lenti non era improvvisamente diventata sbagliata. Era cambiata la loro centratura rispetto ai suoi occhi.
Alla fine quelle lenti non erano più recuperabili, perché una lente già sagomata non può essere semplicemente riportata alle dimensioni e alla geometria precedenti.
È un esempio che utilizzo volentieri perché dimostra una cosa molto semplice:
una lente corretta non è automaticamente un occhiale corretto.
Gradazione, montatura, centratura e posizione della lente devono lavorare insieme.
DIP singola o doppia: quale devo inserire quando compro occhiali online?
Se possiedi soltanto una DIP totale, potresti trovare un singolo valore, per esempio 62 mm.
Se invece disponi delle semidistanze, potresti avere due valori, per esempio 30,5 mm e 31,5 mm.
Quando il sistema di acquisto permette di inserire separatamente OD e OS, le semidistanze consentono di rispettare meglio eventuali asimmetrie del volto.
Per questo, nel nostro lavoro, quando possiamo ottenere una misura separata dei due occhi preferiamo conservarla.
Hai già la prescrizione e la tua distanza interpupillare?
Il passo successivo è scegliere la montatura.
Scopri le montature da vista OGP, scegli il modello che preferisci e da lì potrai aggiungere le lenti graduate con la tua prescrizione.
→ Scopri le montature da vista OGP
FAQ sulla distanza interpupillare
Cos’è la distanza interpupillare?
È la distanza in millimetri tra il centro della pupilla destra e quello della pupilla sinistra. Serve per posizionare correttamente le lenti rispetto agli occhi.
La distanza interpupillare è sempre scritta sulla ricetta?
No. La DIP è una misura utilizzata nella realizzazione e nel centraggio dell’occhiale e può non comparire sulla prescrizione.
Cosa succede se la distanza interpupillare è sbagliata?
Una centratura errata può generare effetti prismatici indesiderati e, in alcuni portatori, contribuire a discomfort visivo, affaticamento, mal di testa o difficoltà di adattamento.
Posso misurare la DIP da solo?
È possibile utilizzare sistemi fotografici, applicazioni o metodi manuali, ma bisogna seguire attentamente le istruzioni. In caso di dubbi o correzioni elevate consiglio una verifica professionale.
Esiste una tolleranza in millimetri per la distanza interpupillare?
Non esiste un unico valore valido per qualsiasi occhiale. La normativa considera anche lo squilibrio prismatico e il potere delle lenti: aumentando il potere, lo stesso decentramento può generare un effetto prismatico maggiore.
Approfondisci prima di scegliere i tuoi occhiali
Se vuoi capire meglio tutti i valori presenti sulla tua ricetta:
→ Come leggere la prescrizione oculistica: guida completa
Se invece vuoi capire quale indice scegliere e perché alcune lenti risultano più sottili di altre:
→ Occhiali troppo spessi? Come scegliere lo spessore delle lenti
Vuoi acquistare i tuoi occhiali graduati online?
Se hai già prescrizione e distanza interpupillare, puoi iniziare scegliendo la montatura più adatta a te.
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Se invece non conosci ancora la tua DIP:
→ Misura online la tua distanza interpupillare
E se hai una gradazione elevata, utilizzi lenti particolari oppure qualcosa nella misurazione non ti convince, contattaci prima di ordinare.
Preferisco controllare una misura una volta in più piuttosto che costruire un occhiale partendo da un dato sul quale abbiamo dei dubbi.
OGP Occhiali – il tuo ottico online.