Smart glasses 2026: gli occhiali con intelligenza artificiale sostituiranno lo smartphone?
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Fino a pochi anni fa parlare di smart glasses significava immaginare un futuro ancora piuttosto lontano. Oggi, invece, possiamo indossare occhiali capaci di scattare fotografie, registrare video, riprodurre audio, rispondere alle nostre domande attraverso l'intelligenza artificiale e, nei modelli più evoluti, persino mostrarci informazioni direttamente davanti agli occhi.
Meta, Ray-Ban, Google e altri grandi protagonisti della tecnologia stanno investendo in questa direzione. E nel 2026 l'evoluzione ha accelerato parecchio.
Da ottico, però, guardo questo fenomeno anche da un'altra prospettiva. Possiamo inserire tutta la tecnologia che vogliamo dentro una montatura, ma se vogliamo indossarla dalla mattina alla sera deve continuare a fare bene una cosa apparentemente molto semplice: essere un buon paio di occhiali.
Cosa sono gli smart glasses e cosa possono fare oggi?
Non tutti gli smart glasses sono uguali. Alcuni assomigliano moltissimo a normali occhiali e nascondono all'interno della montatura fotocamere, microfoni, altoparlanti, batteria e sistemi di controllo. Altri aggiungono anche un display attraverso il quale è possibile visualizzare informazioni senza dover continuamente guardare lo smartphone.
I Ray-Ban Meta hanno contribuito molto a rendere questa tecnologia più familiare. L'idea è semplice: invece di indossare un dispositivo dall'aspetto futuristico, la tecnologia viene integrata in una montatura che assomiglia il più possibile a un normale occhiale.
Con gli smart glasses più recenti possiamo, a seconda del modello:
- scattare fotografie e registrare video;
- ascoltare musica e contenuti audio;
- effettuare e ricevere chiamate;
- interagire con un assistente basato sull'intelligenza artificiale;
- chiedere informazioni su ciò che stiamo guardando;
- ricevere traduzioni e indicazioni;
- in alcuni modelli, visualizzare informazioni direttamente attraverso un display integrato.
Ed è proprio l'arrivo dell'intelligenza artificiale a rendere questa generazione di occhiali molto diversa dai primi esperimenti del passato.
Cosa è cambiato con gli smart glasses del 2026?
Il 2026 è un anno particolarmente interessante per questa tecnologia.
A settembre Meta ed EssilorLuxottica hanno presentato una nuova generazione della loro gamma di AI glasses, mostrando come il settore stia andando ben oltre il semplice concetto di occhiale con fotocamera.
L'obiettivo è ampliare sempre di più la scelta di forme, stili e funzioni, portando l'intelligenza artificiale all'interno di occhiali che possano essere realmente utilizzati nella vita quotidiana.
Parallelamente stanno evolvendo anche gli smart glasses dotati di display: dispositivi nei quali alcune informazioni possono essere visualizzate direttamente davanti all'occhio. Navigazione, messaggi e altre informazioni potrebbero quindi essere consultati senza dover continuamente prendere lo smartphone dalla tasca.
E Meta non è sola.
Google entra negli occhiali con Gemini e Android XR
Anche Google sta lavorando su una nuova generazione di occhiali intelligenti basati su Android XR e Gemini.
L'idea prevede differenti categorie di dispositivi. Da una parte occhiali nei quali l'intelligenza artificiale comunica principalmente attraverso l'audio; dall'altra soluzioni dotate di display capaci di mostrare informazioni mentre continuiamo a guardare ciò che abbiamo davanti.
L'aspetto forse più interessante non è una singola funzione, ma il concetto che c'è dietro: ridurre il numero di volte in cui dobbiamo prendere lo smartphone dalla tasca.
Possiamo immaginare di camminare e chiedere informazioni su ciò che abbiamo davanti, ricevere indicazioni, tradurre una scritta, scattare una fotografia o inviare un messaggio utilizzando principalmente la voce.
Non significa necessariamente che lo smartphone stia per scomparire. Significa però che una parte delle interazioni che oggi facciamo guardando uno schermo potrebbe gradualmente spostarsi verso qualcosa che indossiamo già sul viso.
Ma uno smart glass è ancora un vero occhiale?
Questa è la parte che personalmente trovo più interessante.
Quando guardo questi prodotti da ottico, la prima cosa a cui penso non è la fotocamera o l'intelligenza artificiale. Penso alla montatura, alle lenti e alla persona che dovrà indossarle.
Una montatura tradizionale può richiedere regolazioni, adattamenti e lavorazioni. Nel nostro lavoro utilizziamo tecniche differenti a seconda del materiale e della costruzione dell'occhiale e, in determinate situazioni, anche il calore può essere utilizzato per facilitare alcune regolazioni o il montaggio delle lenti.
Quando però all'interno della montatura abbiamo batteria, fotocamere, microfoni, altoparlanti e altri componenti elettronici, è evidente che non possiamo considerarla automaticamente come una montatura tradizionale.
Questo non significa che uno smart glass non possa essere regolato o graduato. Significa semplicemente che procedure, limiti e indicazioni del produttore diventano ancora più importanti.
Per un ottico significa trovarsi davanti a un oggetto nuovo: non soltanto una montatura, ma un dispositivo elettronico che deve contemporaneamente funzionare come un vero occhiale.
Gli smart glasses possono avere lenti graduate?
Sì, alcuni smart glasses possono essere realizzati anche con lenti graduate.
È un aspetto fondamentale, perché milioni di persone non utilizzano gli occhiali soltanto come accessorio: ne hanno bisogno per vedere correttamente.
I Ray-Ban Meta, per esempio, sono disponibili anche con possibilità di utilizzare lenti graduate, con opzioni che dipendono dal modello e dalla configurazione scelta.
Ed è proprio qui che il mondo dell'ottica tradizionale e quello della tecnologia iniziano realmente a incontrarsi.
Quando acquistiamo un normale occhiale da vista siamo abituati a ragionare su prescrizione, lenti, centratura, montatura e regolazione. Con un dispositivo elettronico indossabile, invece, montatura, tecnologia e correzione visiva devono convivere nello stesso prodotto.
Miopia, astigmatismo e presbiopia spariscono con gli smart glasses?
No. Avere l'intelligenza artificiale davanti agli occhi non significa eliminare automaticamente la necessità di correggere un difetto visivo.
Chi è miope, ipermetrope, astigmatico o presbite continuerà ad avere bisogno della propria correzione ottica quando necessaria e quando il dispositivo scelto permette di realizzarla.
Per questo credo che il futuro degli smart glasses non riguarderà solamente le aziende tecnologiche. Riguarderà inevitabilmente anche lenti oftalmiche, laboratori ottici e professionisti della visione.
Comfort e vestibilità saranno decisivi
C'è poi un problema molto meno spettacolare dell'intelligenza artificiale, ma probabilmente decisivo: quanto è comodo indossare questi occhiali per molte ore?
Chi porta occhiali tutti i giorni sa perfettamente quanto possano fare la differenza il ponte, l'appoggio sul naso, la lunghezza e la regolazione delle aste, il peso complessivo e la distribuzione di quel peso sul viso.
Se aggiungiamo componenti elettronici e batteria, progettare un prodotto confortevole diventa ancora più importante.
Possiamo avere l'intelligenza artificiale più avanzata del mondo, ma se dopo un'ora sentiamo il bisogno di togliere gli occhiali dal viso abbiamo un problema molto più semplice da risolvere.
Perché uno smart glass possa davvero diventare un oggetto quotidiano, secondo me dovrà arrivare sempre più vicino alla sensazione di indossare un normale paio di occhiali.
E la privacy?
C'è poi un tema che accompagnerà inevitabilmente la diffusione degli smart glasses: la privacy.
Una fotocamera integrata negli occhiali permette di riprendere ciò che abbiamo davanti senza utilizzare uno smartphone. Questo rende l'esperienza estremamente naturale per chi indossa il dispositivo, ma apre inevitabilmente interrogativi per le persone che gli stanno intorno.
I produttori stanno introducendo indicatori visivi e altre soluzioni per rendere più riconoscibile l'utilizzo della fotocamera, ma con la diffusione di questi dispositivi dovremo probabilmente sviluppare anche nuove abitudini sociali.
Come spesso accade con le nuove tecnologie, non sarà solamente una questione di ciò che possiamo fare, ma anche di come decideremo di utilizzare questi strumenti nella vita quotidiana.
Gli smart glasses sostituiranno davvero lo smartphone?
Oggi sarebbe prematuro dire che lo smartphone stia per essere sostituito.
Gli smart glasses devono ancora affrontare limiti legati ad autonomia, dimensioni, peso, display, comfort, prezzo e disponibilità delle diverse funzioni. Inoltre, molte funzioni continuano a dipendere dallo smartphone o dalla connessione ad altri dispositivi.
Ma la direzione è interessante.
Lo smartphone ci ha abituati a guardare continuamente verso il basso e a interagire con uno schermo. Gli smart glasses provano a spostare almeno una parte di quelle informazioni nel nostro campo visivo o direttamente nelle nostre orecchie, lasciandoci le mani libere.
Non so se tra dieci anni lo smartphone sarà ancora il centro della nostra vita digitale oppure se gli occhiali ne avranno assorbito una parte importante delle funzioni.
Da ottico, però, trovo affascinante un'altra cosa.
Per secoli abbiamo utilizzato gli occhiali principalmente per correggere la vista, proteggerci dalla luce e migliorare il nostro comfort visivo. Oggi quella stessa montatura potrebbe progressivamente diventare anche un'interfaccia tra i nostri occhi, ciò che ci circonda e il mondo digitale.
Ma credo ci sia una condizione fondamentale: lo smart glass del futuro, prima di essere un ottimo dispositivo tecnologico, dovrà continuare a essere un buon paio di occhiali.
FAQ sugli smart glasses
Cosa sono gli smart glasses?
Gli smart glasses sono occhiali che integrano componenti elettronici come fotocamere, microfoni, altoparlanti e sensori. Alcuni modelli possono integrare anche sistemi di intelligenza artificiale e display.
I Ray-Ban Meta possono essere graduati?
Sì. Esistono configurazioni Ray-Ban Meta compatibili con lenti graduate. Compatibilità e possibilità di personalizzazione dipendono dal modello e dalla prescrizione.
Gli smart glasses funzionano senza smartphone?
Dipende dal dispositivo e dalla funzione utilizzata. Molti smart glasses lavorano insieme allo smartphone e utilizzano la sua connessione e applicazioni per parte delle proprie funzionalità.
Google sta realizzando smart glasses con Gemini?
Sì. Google sta sviluppando una nuova generazione di dispositivi indossabili basati su Android XR e sull'intelligenza artificiale Gemini, comprese soluzioni pensate per il formato occhiale.
Gli smart glasses sostituiranno lo smartphone?
Oggi non possiamo saperlo. Gli smart glasses possono già trasferire sugli occhiali alcune funzioni che svolgiamo con lo smartphone, ma rimangono importanti limiti tecnologici e pratici da superare.
Il futuro degli occhiali è appena iniziato
Su OGP continuerò a seguire l'evoluzione degli smart glasses soprattutto dal punto di vista che conosco meglio: quello dell'ottica, delle lenti e delle persone che questi occhiali dovranno realmente indossarli.
Perché dietro tutta questa tecnologia rimane una domanda molto concreta: quando un dispositivo intelligente diventa anche il nostro occhiale da vista quotidiano, cosa cambia davvero?
Continua a seguire il blog OGP Occhiali: parleremo di lenti, montature, nuove tecnologie e di come sta cambiando il modo in cui utilizziamo gli occhiali.